5 maggio – 7 anni

Strano giorno oggi…
primavera ma non primavera qui a Padova, caldo ma giornata grigia… ho scritto una lettera ad una persona cara che conosco da 7 anni e poiché magari quello che ho scritto può interessare anche gli altri miei amici, la pubblico, levando il 'personale'…
Se la mia vita, in questo momento, potesse essere rappresentata da un film, quello sarebbe senz'altro 'Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera'.

Come va?
Alla fine, fra una cosa e l'altra, i weekend sono troppo corti e non riesco mai a fare tutto quello che vorrei… che palle 'sta vita. Alle volte mi sembra di non concludere un cacchio…
[omissis]
Sette anni. Tanti potrebbero dire: – Mi sembra ieri… –
Beh. Per me non è così… mi sembra davvero un'epoca così lontana… ne son successe di cose in questi anni…
Ero un altro, ero giovane, avevo tante ambizioni, tanta voglia di cambiare il mondo. Credevo ai sogni, nelle persone. Ero pieno di certezze e mi ergevo dal pulpito per criticare gli altri… ti ricordi, vero? Come dimenticare quanto ero rompiglione? Ogni tanto mi capita di andare a rileggere le poesie, le pagine di diario, i vaneggiamenti di quel tempo… e mi accorgo di quanta acqua sia passata sotto i ponti.
Quante generazioni di foglie morte sono passate in questi autunni sulla molle superficie di questo fiume che è il tempo…
Quasi non ricordo, talvolta, chi ero. Ho sempre avuto un rapporto particolare col passato… ho sempre vissuto di ricordi, perché, in verità, io temo il futuro, l'ho sempre temuto. Carpe diem era il mio motto, perché pure spacciandomi per ottimista, fingevo. Beh, l'avrai capito nei vari anni che mi conosci che ne ho indossate di maschere… talune non le hai mai scoperte. Perché le ho scoperte io stesso soltanto ora…
Sai, quando stai da solo, cominci a riflettere più a fondo sul senso che hai nell'esistenza, sugli obiettivi, sull'essenza delle cose e delle persone… a cominciare da te stesso/a. E' quello che sto facendo, pacificamente, senza troppi patemi, ormai, negli ultimi tempi.
E' un anno che rifletto… senza avere più paura del passato e senza avere grosse aspettative dal futuro che possano essere disattese, quindi senza temerlo… Se qualcosa o qualcuno non può deluderti, non può farti male.
Così, in questo nirvana di emozioni, spesso mi è capitato di richiudermi ancor più nel mio guscio, certe sere di bello o cattivo tempo, e sentire le parole e i miei sentimenti fluire… e guardarli passare, lenti…
Non so se hai presente la scena. Ecco, forse un acquario sottomarino renderebbe bene l'idea. Essere fermo lì, in fondo al mare e guardare la vita che si muove, all'esterno, viva e colorata, ma silente… perché una spessa parete di cristallo ti separa dall'acqua…
E' così che mi sento talvolta… non è che io non viva. Ho tanti amici, ho avuto le mie strane 'storie'… nuove passioni. Nulla di definitivo, mai, nulla di così grande. Ma ho vissuto… è solo che talvolta mi sembra di essere lontano da questa vita, di essere un po' estraneo agli avvenimenti della mia vita stessa.
Sarà che tante certezze mi sono crollate, sarà che tanti lati del mio carattere li ho stroncati perché erano sbagliati. Ma mi trovo ora, a quasi trent'anni ad essere totalmente diverso da quello che son sempre stato. E quando penso a quel che ero, non mi riconosco. Come un albero a cui siano state tagliate le radici… che per uno strano miracolo, continua a crescere…
Io amo il mio passato e mi sembra strano non riuscire più a riconoscermi… non so se io sia migliorato o peggiorato… sono cambiato, radicalmente. Dimmi tu, [omissis]… a te capita lo stesso? Sono i trent'anni che si avvicinano? E' l'età adulta, questa? Il disincanto, ma senza essere infelici, la quotidianità, senza vederla troppo grigia? O è un cambiamento che riguarda solo me?
E' l'età? Sono i primi capelli bianchi? E' questo che mi fa desiderare una vita più tranquilla? Che mi fa stare a posto col mondo pur senza rinunciare alla voglia di cambiarlo, ma solo nella parte che mi sarà accanto?
Il tempo non sana soltanto le ferite. Ci sono ferite che non possono mai essere curate… ma si impara a conviverci e poi talvolta a dimenticarle, perché le priorità cambiano… perché i desideri non sono più quelli che, disillusi, ti hanno fatto tanto male quand'eri giovane…
E' strano… avevo sempre pensato che ci fosse una sorta di linea di continuità nella vita di una persona, qualcosa che ci contraddistinguesse fino alla morte. Non pensavo che la vita potesse essere un insieme discreto di periodi, con dei salti improvvisi… che si potesse davvero guardarsi allo specchio e chiedersi: – Chi diavolo sei?
Non mi è esattamente chiaro il senso di tutto questo, [omissis]…
Sono tutte sensazioni strane, nuove, ne spiacevoli ne piacevoli. Ma vere…

A te chiedo soltanto… sono solo io, o è la vita che ci rende tutti così, col passare degli anni?
Mi piacerebbe che anche tu mi dicessi di te… [omissis]… ma spero che, come me, tu abbia un buon rapporto con i tempi che furono e che possa ricordarli senza rancore e senza tristezza, ma solo con quel vago senso di malinconia ne troppo dolce ne troppo amaro tipico di quando si guarda una vecchia fotografia in bianco e nero di quan'eri giovane, sul mare… giusto per fare dei raffronti…

[omissis]…
Un abbraccio…
Sergio "Gilgamesh".

5 maggio – 7 anniultima modifica: 2005-05-05T16:30:35+02:00da gilgamesh1977
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5 pensieri su “5 maggio – 7 anni

  1. conosciutA!, ecco l’indizio!
    Cavolo, però, speravo l’avessi scritta a me – ma quasi certamente non cambierò sesso per potermi ancora illudere che sia così. Comunque non si capisce mai chi è il tuo interlocutore ideal-reale, come quella poesia di compleanno dedicata a tuo nonno, mentre io bevevo spumante majeriano dal vaso e mangiavo torta majeriana con la spatola afarensis…
    Una miscela polifasica caratterizzata da una composizione chimica del tutto simile alla tua.

  2. Ma… hai tolto l’indizio o me lo sono sognato? Neanche il trova lo trova.
    Quanto agli omissis, sappi che un altro blogger disvelerà presto la versione che ne è priva, e poi ti voglio, a speculare sulle regole di ingaggio…

  3. Indubbiamente l’ho cancellato!!! in effetti c’era l’indizio, mi era sfuggito.
    Quanto agli omissis, ti sfido a svelarli… caro anonimo Rocco. O il tuo nome è un indizio?
    Vabbè, tanto in realtà, chi mi è amico, sa benissimo chi è questa persona… che mi ha risposto con una bella lettera…
    Già…
    Ti saluto, anonimo…
    Torno a lavorare, inevitabilmente …

  4. Ciao gay…
    Mi dispiace tanto per quello che provi . Mi dispiace tanto saperti disilluso e senza sogni, speranza, attese… E’ cosi’ lontano dal tuo essere o forse da quel che eri. Sei sempre stato quello sognatore tra noi due e spesso ero io che quasi con delicatezza dovevo cercare di farti aprire gli occhi. Magari ti criticavo, ti davo dello “stupido”, ma in realta’ questo era il lato di te che ho sempre amato di piu’: darsi tutto, sognare, illudersi! Sicuramente la vita porta tutti ad un disincanto. Quello che io chiamo “sporcarsi di quotidianita’ ” rende tutto un po’ piu’ torbido, meno vivido. Ma sicuramente tu non sei stato molto fortunato, a partire dalle ragazze. Certo, anche tu avrai fatto i tuoi sbagli, ma chi non li fa? E poi so che non hai ancora trovato la tua strada… Mi fa cosi’ male saperti cosi’…
    Vorrei tanto poterti dire che presto passera’, ma so che non posso farlo.
    Mi dispiace.
    Ti voglio bene e mi manchi.

  5. Lo so mio caro amico… lo so… anche tu mi manchi. Anch’io ti voglio un bene dell’anima… Ma vedrai che riuscirò ad uscire anche da questo momento buio. Non voglio rassegnarmi… Sento ancora una flebile voce che dal profondo urla che non è finita. Che qualcosa può ancora accadere di bello nella mia vita.
    Io voglio crederci… quindi vado avanti, con lentezza, ma proseguo. Cercando di riappropriarmi della mia vita, di tornare sul mio sentiero che ho perduto per troppo tempo. Poi l’amore forse verrà… non può piovere per sempre.
    Io voglio crederci, ancora una volta.
    Io voglio.
    Grazie di essermi sempre vicino, anche a 800 km di distanza… grazie di esserci sempre stato in ogni momento triste o felice della mia vita. Tu sei quell’essere che non sarò mai, ma che mi accompagnerà per tutta la vita… qualsiasi cosa succeda.

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