“I colori dell’anima” – pensieri

Ci vuole un dannato coraggio, o una sconfinata stupidità a chiedere quello che ho chiesto oggi. E forse sono coraggioso, forse soltanto fottutamente stupido. Ma l'ho fatto… le ho rivolto l'unica domanda che mi tormentava. Le ho chiesto se lo ama.
Mi ha detto di sì. Guardandomi negli occhi.
Questa è la verità. Fottuta verità.
Dovrei abbandonare ogni speranza. Dovrei accettare che tutto è finito. Che il giorno verrà… in cui mi inviterà al suo matrimonio. Ed io vivrò soltanto con la mia angoscia. E la strana sensazione di non capire, per l'ennesima volta, come diavolo nasce l'amore… perché nasce, perché muore. Perché lei si è innamorata di lui? E non di me?
E' questione di…? Cosa?
Abbiamo visto un film al cinema, stasera. "I colori dell'anima". Un film biografico su Modigliani. Ho pianto. Ha pianto anche lei.
Mi è piaciuto camminare con lei accanto, abbracciati, per le strade vicino casa nostra, per andare a prenderci le cicche… è stato bello guardarci e condividere qualcosa… guardare la luna piena, in cielo e pensare, insieme – che bella!
Ma tutto era già scritto. Io sapevo che le avrei rivolto la fatidica domanda. Ma cosa mi aspettavo? Che mi dicesse – in realtà no – ?
Modigliani e la sua compagna. Quello è stato un amore folle, senza possibilità di uscita. Totale abnegazione… e negazione di se stessi.
Io avrei fatto la stessa cosa che ha fatto lei… io sono uno stronzo, un codardo.
Elena mi ha detto che è stata egoista. L'amore è egoismo? Io non sono d'accordo. E' solo un modo per urlare al mondo quanto l'ha amato… per raggiungerlo, nel nulla… o nel tutto che sia.
Amore… dannato sia… io non ho speranza. Io non ho futuro. Io brucerò con impeto e passione… per questo sentimento. Io non voglio vivere una vita senza amore. Anche se dovesse essere solo da parte mia. Non me ne frega nulla. Quello che io chiamo amore non dipende da quello che l'altro prova per me. E' indifferente, è indipendente. Si alimenta da sé.
Sto solo sprofondando in una spirale mista di dolcezza e dolore. Che vortica, lentamente. E mi condanna ad una vita di ammirazione di qualcosa che è lontano.
E sarà sempre lontano. Perché lei non mi appartiene. Lei è di un altro.
E' questo che dovrei capire. E' questo che dovrei ficcare nel mio cervello ormai marcio.
Perché mi rifiuto di capire?
Perché mi ostino ad amarla?
Perché la mia vita è sempre costellata di queste azioni senza senso che vanno avanti per anni? Per tempi così smodatamente e stolidamente lunghi?
Lei mi ha chiesto se avrei rifatto tutto quello che ho fatto.
Se mi condannerei di nuovo alla solitudine, alla gioia interdetta. Se per quei pochi giorni che ho vissuto, credendo che mi amasse ed amandola più d'ogni altra cosa… se per questo io avrei rivissuto tutto quanto.
Mi ha chiesto: – sei pazzo?
Le ho sorriso.
Io posso soltanto amarla.

“I colori dell’anima” – pensieriultima modifica: 2005-05-22T00:07:16+02:00da gilgamesh1977
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