La mia stupidità

Che giornata triste, ieri…
Pensavo sarebbe stato il solito martedì, vissuto in attesa della sera, della lezione di ballo… per poter stare di nuovo con lei, poterla abbracciare, poterla avere lì, ad un passo da me. Pensavo, stolidamente che sarebbe stata la solita bella serata…
Ed invece…
Subito dopo pranzo, mi chiama… anche se ci eravamo già sentiti per la pausa pranzo… e trovo la cosa strana… in effetti, quando sento la sua voce cambiare e farsi dolce, capisco che sta per dirmi qualcosa che non mi piacerà… -Stasera non posso venire al corso… arriva Tommaso da Bologna… Ma tu vai lo stesso, così impari il nuovo passo e poi me lo insegni…-
Certo, come no? Ci sono rimasto abbastanza male… considerato che era la penultima lezione, che oggi sarebbe partita per 5 giorni per la Spagna, con 'lui' e quindi non avrei potuto sentirla e vederla per tutto il resto della settimana… ed invece nulla. Quando si dice 'la ragion di stato'…
E' ovvio che lei non sia venuta… è ovvio che se deve scegliere fra me e il suo uomo, lei sceglierà inevitabilmente, ogni volta, lui.
E' suo diritto. Così mio è il diritto di starci male. Di non aver voglia di andare a ballare con quegli altri due tronchi lì al corso… ho il diritto di fottermene del corso nel momento in cui viene meno l'unico vero motivo per cui a me piace andare a ballare…
E' mio diritto decidere quindi di andarmi a devastare agli spritz. Trovarmi stamattina non so come nel letto… il corpo pieno di ferite, un bozzo in testa… e un mal di testa cane…
Non credo di aver avuto mai un'ubriacatura di questo tipo… il mio corpo stamattina era davvero a pezzi. Ho provato ad andare al lavoro, anche presto, stranamente… ma arrivato lì ho capito che non ce l'avrei mai fatta… dopo un'oretta di indecisioni, sono fuggito… e son venuto a casa dove mi son fatto raccontare tutte le stronzate che ho fatto stanotte, perché non mi ricordavo proprio nulla… per poi crollare sul divano della cucina fino al pomeriggio… con la testa che pulsava… ed il corpo che urlava -DOLORE, DOLORE!-
Stamattina mi son arrivati dei messaggi al cellulare, che non ho potuto leggere perché ieri sera l'ho distrutto buttandolo per aria…
quando ho avuto il modo, cambiando telefono, di leggerli, ho scoperto che era Elena… che come sempre ieri mi aveva chiesto come andasse, se ero andato a ballare… e la buona notte… Diciamo che erano messaggi sempre più preoccupati… infatti quando mi ha chiamato era piuttosto incazzata… E' stata la prima volta che non le ho risposto… che non le ho dato la buona notte, da 5 mesi a questa parte… l'avrà trovato piuttosto strano…
Ma io ho anche il diritto di stare male un giorno… di essere così rincoglionito ed ubriaco da non riuscire a ricordarmi di fare quello che faccio di solito… ho il diritto di essere stronzo, di fare cazzate anch'io. E l'ho fatto.
Ma ora…
Dopo una giornata passata di merda. Dopo che sono pure riuscito a farla incazzare. Dopo che il solo pensiero di bere di nuovo, mi fa venire da rimettere… Dopo che lei è partita per la Spagna, e non mi ha ancora mandato un dannatissimo messaggio almeno per dirmi che è arrivata e va tutto bene…
Ora mi chiedo a cosa sia servito.
Io ieri sera potevo finire male. Avrei potuto, passando dal ponte Molino, buttarmi di sotto. Perché quello che camminava, parlava, urlava, cadeva in continuazione, non ero io. Avevo perso totalmente il controllo del mio corpo.
Stupido, stupido, stupido.
Credevo forse di ottenere qualcosa di diverso? Credevo forse che lei non sarebbe più partita commossa dal mio stato pietoso? Ma cosa cazzo credevo, ieri sera, mentre continuavo a bere? Io non ne ho la più pallida idea. Quel che ho ottenuto é solo una persona allo sfascio.
Ma questa è stata l'ultima volta.
Non esagererò più. L'acool è una brutta bestia. Che ti trasforma, ti aliena a te stesso… Io non voglio più perdere il contatto con il mio corpo. Non voglio più fare o dire cose che mi faranno male solo perché la mia coscienza sta dormendo.
Io non voglio più farmi del male così, voglio essere padrone di me stesso. E se sono triste, vorrei piuttosto essere in grado di piangere, chiudendomi nella mia stanza, sul mio letto… magari scrivere qualcosa… semplicemente sdraiarmi e mentre le lacrime mi sgorgano sul viso, fissare il soffitto o un qualsiasi punto della camera… ascoltare un po' di musica.
Io non voglio più farla arrabbiare… darle motivo di credere che ha fatto una scelta saggia non mettendosi con 'sto ragazzino.
Ora mi sento di merda… sarà stupido, ma il fatto di sapere che lei è lì… da sola con lui… mi devasta interiormente… sapere che non mi ha mandato un solo sms, per quanto immagino che sia per lei un po' difficile essere in vacanza col moroso e dover pensare ad una persona a cui magari vuol bene, ma che è solo un amico. Un semplice amico, come tutti gli altri. Imamgino che non sarebbe bello per lei provare a mandarmi un messaggio, poi magari lui la guarda e le chiede a chi sta scrivendo… e rispondere -a Sergio!-, visto che lui sa tutto.
O semplicemente… se io fossi in vacanza, dopo un periodo molto stressante, col mio nuovo ragazzo, e avessi finalmente un po' di tempo per poter stare sola con lui… mi farei forse distogliere da quel ragazzo lontano che rompe ogni giorno le palle con le sue paranoie, con il suo essere sempre lì asfissiante, col suo inutile amore… no. Forse non lo farei neanche io. Eviterei situazioni di attrito gratuite. Farei prevalere quel che è giusto prevalga. E mi godrei la meritata vacanza…
Ma io non sono lei. Non sono al suo posto.
Io vesto queste ridicoli vesti e sono piegato dallo sconforto nel mio nulla silente. E non vedo come qualcosa possa cambiare.
Ma io non resisto più.
Ho sofferto troppo… sono stati due anni d'inferno per me, questi ultimi due… non sono mancati dei bei momenti, non sono mancati gli amici. Ma manca l'unica cosa che dia davvero sapore a questa mia vita… l'amore. L'essere insieme a qualcuno con cui poter fare dei progetti. Non ho nessuna voglia di fare dei progetti da solo, io… ho paura della solitudine e man mano che vado avanti, che gli anni si sommano, e continuo ad innamorarmi, non amato e a restare solo come un cane cieco e sordo, io temo che la mia paura si faccia concreta. E che mi aspetti solo una vita trista e solitaria.
Come posso trovare la forza di fare progetti, così? Come posso aver voglia di cambiare qualcosa nella mia vita se chi amo è lontano e non entrerà mai nei miei tentativi di realizzare i sogni? Io mi chiedo alle volte perché diavolo mi ostino a vivere.
Per una promessa di felicità?
Io non ci credo più alla felicità. Esiste solo per gli altri. Io sono un condannato, un tristo figuro iettatore che si spala merda addosso.
Farò incazzare con queste parole tutti coloro che mi vogliono bene… so che mi vorrebbero dare un pugno in faccia. O darmi dello -stronzo-.
Io ho finito la voglia. La voglia di avere ancora voglie, di sognare, di desiderare. Non voglio, non posso. Non ci riesco più.
Tutto si è sempre infranto nella mia vita. Tutto è caduto.
Non sono nella mia città. Sono solo.
Non so cosa mi attende nè so dove voglio andare.
Questo è uno dei punti più bassi della mia vita.
Quanto ancora potrò andare giù, nel baratro? Quanto potrò sprofondare ancora nella melma?

Non si può decidere chi amare. Né per quanto. So solo, dalla mia esperienza, che ci metto tanto tanto tempo a dimenticare. A superare certe emozioni, certi sentimenti. Posso smettere di amare Elena? O forse non voglio…
Perché in fondo so che non ce ne sono molte di donne come lei. Che l'amore è ammirazione e che quando guardo un tramonto bellissimo, non posso prenderlo e portarlo a casa… posso solo guardarlo e viverlo, nel momento in cui questo esiste.

Lei è per me la bellezza, la sensualità, l'intelligenza, l'ironia… come faccio a non amarla?
A voltarle le spalle solo perché non può essere mia?

Cercherò di trovare forze che al momento non riesco a vedere… di superare quest'empasse.
Cercherò di non farmi più così male, di rimettermi in sesto… di non farmi vivere soltanto dalla vita, di tornare a prendere decisioni.
Forse un giorno le cose cambieranno. Anche se ora non riesco a credere alle mie stesse parole.

Ho solo una certezza ora. Ovunque lei sia…
L'amo.

Domani è un nuovo giorno.

La mia stupiditàultima modifica: 2005-05-26T02:10:34+02:00da gilgamesh1977
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2 pensieri su “La mia stupidità

  1. ora mi ucciderai, perchè non commento solo il tuo post….ma dai posti che descrivi so che sei nella mia città natale, e che spesso passi sotto alla mia ex casetta….e io invece sono a milano, forse per seguire il cuore o forse per fuggire un po’…e alla fine, sono rimasta qui. sono qui da due anni ma torno sempre volentieri, senza rimpianti ma con tanta voglia di rivedere sempre le stesse facce di quella stupida piccola città medievale. Liberati, liberati del dolore oppure amalo follemente come se fosse il tuo unico amante….che poi è la stessa cosa….

  2. Non preoccuparti minimamente, Violet… questo blog è totalmente libero d’essere guardato, letto, maledetto, vilipeso, commentato… in ogni parte ed ogni modo…
    Ti ringrazio di aver incrociato il mio ‘cammino’… spero ci reincontreremo nuovamente in questa ‘terra’… 🙂

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