Riflessioni su Marquez

Marquez…
Un autore che adoravo già per 'Cent'anni di solitudine', per quel suo modo di descrivere i luoghi, le persone, i sentimenti.
Descrivere un luogo ameno e persone avulse dallo scorrere dei grandi eventi, farmi sentire con loro, fra loro… l'impressione che il tempo fosse compartecipe spettatore di tali esistenze…
come se il mondo non esistesse, come se tutto fosse solo quell'isola né felice né infelice che era il luogo del racconto…
un tempo muto e fermo che si dimentica di scorrere se non a scossoni, quasi intimorito di interrompere i silenzi, le preghiere, le urla strazianti…
ricordi che si rincorrono in un vortice senza punti di riferimento, mai spiegando quale sia il senso di questo andare così incessante, ma così tranquillo di ognuno verso il proprio destino…
ineluttabile arriva dopo ogni esistenza la morte, ma fondendosi con la vita che nasce…
io vedevo i loro volti, leggendo, ce li avevo qui dinanzi a me, sentivo il loro odore, sentivo la loro voce tremare nel dire certe parole… il mio cuore palpita quando leggo Marquez…

ma questo libro che ora vado leggendo…
'L'amore ai tempi del colera'… consigliatomi da quella stupenda persona che ho conosciuto l'altra sera…
è un pugno allo stomaco…
sono arrivato ad un terzo, a malapena… ma non posso continuare se prima non scrivo qualcosa, le mie riflessioni… non posso procedere oltre se ciò che mi urla dentro, scalpitando per uscire, non troverà la luce dell'esistenza…
ognuno che ami leggere, dopo un po' comincia ad avere un eroe, un modello letterario… una figura, un simbolo, una metafora che stia ad indicare non tanto quello che siamo, ma quello che sentivamo che saremmo potuti essere se… se avessimo forse avuto più fegato, se ne avessimo avuto l'opportunità, se soltanto non avessimo fatto compromessi con i nostri sogni solo per avere un tranquillo cantuccio in cui sedere e vedere come procede il mondo…
io l'avevo finora ed era l'Idiota di Dostojevski… ma leggendo, vivendo queste storie di altri tempi, neanche troppo lontani, in luoghi così distanti e così diversi dai nostri, un Sudamerica magico e divino, con l'aria così placida ed umida e poi improvvisi i temporali ed il vento a scoperchiare case e tranquille cerimonie…
io sto vivendo in queste ore, questi minuti, questi secondi con tutta la forza della mia anima, con tutta la mia capacità di empatia e compartecipazione per una figura simbolica… un legame strettissimo ed inscindibile con Florentino Ariza… l'ingenuo, innocente, innamorato e destinato alla sconfitta, Florentino.
La sua dedizione, il suo amore persistente, la sua costanza, la fallacia dei suoi progetti…
il suo viso sbigottito di fronte alle minacce del padre di Fermina, ma deciso a proseguire il suo disegno impossibile, il suo scontrarsi contro l'ineluttabilità di una Provvidenza che non sembra dare appagamento ai puri di cuore, il suo non rassegnarsi di fronte a difficoltà che chiunque riterrebbe insormontabili… questo credere nell'amore così puro ed infantile, non corrotto dai mali dell'uomo, solo nato da uno sguardo fuggevole, questo
dolore e la gioia che repentini modificano il corpo dell'uomo… il suo stare male e vomitare per l'ansia d'amore… e continuare a lottare, anche se non si vede più nulla all'orizzonte, anche se tutto sembra perduto…
solo aggrappandosi a quell'esile speranza che nasce dal fatto che lei ci sia ancora, che sia viva… unica speranza la sola possibilità del pensiero di poter immaginare una soluzione diversa e positiva… unica UNICA fonte della vita di quest'uomo, del suo destarsi ogni giorno ed affrontare l'ignoto…
io non posso che ammirare quest'uomo, per quanto sia poco aitante, per quanto sia poco simpatico e poco solare… per quanto io immagini il suo viso e la sua persona avvolte di un nero velo di malinconia destinato a perdurare fino alla morte… io non posso che sentire dolore quand'egli prova dolore, sentire una fitta allo stomaco quand'egli ne prova una…
io non posso non ricordare tutti i dolori della mia vita sofferti per l'Amore…
per qualcuno che avevo innalzato ad Idolo, a Musa ispiratrice di ogni mio passo e decisione… non posso non pensare alle volte che, distrutto, ho pensato: adesso è finita…
ma Florentino ha trovato ogni volta qualcosa a cui appigliarsi, ha continuato a credere al suo Sogno più grande…
io non so se alla fine riuscirà nel suo intento… ho come l'impressione che questo non sia un libro dalla facile soluzione, che accontenti tutti… ho come il terribile sospetto che sarà stata un'esistenza, un rincorrere vano qualcosa di irraggiungibile…
ma Florentino è per me il simbolo di un Romanticismo che non avrà mai fine, di una lotta impari fra noi ed il Fato… fra il nostro essere finiti e l'aspirazione all'infinito in un'eterno tentativo di oltrepassare i nostri stessi limiti…
non è la pazzia di Don Chichotte che combatte mostri immaginari…
è la lucida volontà di un uomo di lottare contro l'evidenza per qualcosa in cui crede…

e questo è per me un eroe…

Riflessioni su Marquezultima modifica: 2005-09-08T16:17:18+02:00da gilgamesh1977
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7 pensieri su “Riflessioni su Marquez

  1. Io non leggo molto, non ho un eroe a cui mi ispiro…Macond o è un paese che a modo mio visito spesso, anche ad occhi aperti e di cui parlo senza rendermene conto… Per cui posso comprendere la tua eccitazione quando leggi Marquez.
    Florentino insegue un sogno forse inrealizzabile o forse no, ce lo dirai alla fine del libro…ti somiglia è vero! Anche tu credi nell’amore ciecamente, anche tu hai continuato a lottare e sperare per tanto tempo amando una persona perdutamente e in modo assoluto anche sei lei non è riuscita a contraccambiare .
    Quello era un disegno impossibile ma ve ne sono altri per te e chissà uno potrebbe essere proprio chi ti ha consigliato questa lettura…
    Guarda avanti!

  2. Mio/a caro/a anonimo/a…
    come dici tu, ‘Quello era un disegno impossibile ma ve ne sono altri per te e chissà uno potrebbe essere proprio chi ti ha consigliato questa lettura’, io spero che non sia…
    nel senso che spero che non sia un altro ‘disegno impossibile’, ma che questa volta si trasformi in qualcosa di reale… anche se ora sto forse guardando TROPPO avanti e correndo come non ho fatto mai con la fantasia ed i sentimenti…
    non mi è mai capitato che per degli sguardi ed una sola serata passata insieme a parlare, provassi una tale stima di qualcuno e… non solo.
    Anche questo è per me una sorpresa, bella, devo dire il vero e provo a viverla in ogni sua dimensione…
    E’ meraviglioso ed inquietante al contempo provare certe cose… ma preferisco provarle che rimanere grigio ed amorfo a vedermi scorrere la vita sotto i piedi…
    Grazie dell’ennesimo tuo commento, chiunque tu sia…

  3. Dove sei? Ho atteso con ansia il lunedi per poter leggere qualcosa di te. Ogni volta è un’emozione e ho sempre la voglia di farti sentire che tu esisti per qualcuno. Forse dovrei rallentare le mie visite….Ma questo è l’unico modo che ho per poterti stare vicino, condividendo insieme le tue gioie e i tuoi dolori. A presto…spero.

  4. Mi stai a cuore perchè mi sono affezionata a te! Il tuo modo di esprimere le cose e le emozioni è toccante…Le giornate sfuggono veloci e a volte si incontrano delle persone che non significheranno nulla per noi perchè non c’è il tempo di approfondire chi sono…ma tu mi stai dando la possibilità di sapere come sei interiormente, ovvero la cosa più bella che sia ama in una persona. I tuoi amici leggendoti forse già lo sanno ma io di te so quello che ho letto e…qualcosa di più…ma non mi chiedere altro. Lascia che io ti stia vicina così, con le parole…è l’unico modo che ho per farlo………

  5. Va bene, allora, mia cara anonima… resta pure nella tua invisibile identità. Mi farà piacere, anche senza sapere tu chi sia in realtà, leggere quello che scrivi. E sapere che qualcuno che non conosco, o che non conosco bene, mi vuol bene.
    L’affetto non è mai troppo, contro gli strali dell’alterna fortuna…
    Il mio cuore è aperto a tutti coloro che sanno ascoltare. E spero sempre di aver qualcosa da dire…
    A presto, spero.

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